Non perdiamo altro tempo

Il Segretario all’Industria e Commercio Marco Arzilli si è detto dispiaciuto perché Alleanza Popolare, con il ritiro della propria delegazione di Governo, ha impedito di mettere in sicurezza il bilancio di previsione dello Stato. Anche il suo partito di riferimento Noi Sammarinesi sembra abbia sposato questa tesi. Che l’ex-maggioranza potesse mettere in sicurezza il bilancio, visto l’alto tasso di litigiosità degli ultimi tempi oltre ai disaccordi e a problemi di lungo corso, ci sembra molto difficile da credere. Anche i Sammarinesi si sono ormai ampiamente resi conto di queste difficoltà.
Il Governo uscente, e la maggioranza che lo sosteneva, ha certamente raggiunto risultati importanti. La riforma IGR, il potenziamento e il sostegno all’attività del tribunale, la fase finale dell’uscita dalla blacklist sono esempi importanti. Il Polo della Moda, di gran lunga l’iniziativa più importante degli ultimi anni in ambito economico, è un altro esempio molto importante. Peraltro, in questo caso, condiviso dalla stragrande maggioranza del Consiglio Grande e Generale nei vari momenti del suo iter di approvazione e pure dalla maggioranza dei Sammarinesi nel recente referendum.
Arrivati a questo punto, però, occorreva prendere responsabilmente atto della realtà, cioè che era imprescindibile aprire una nuova fase politica, cercando la più ampia condivisione delle forze politiche e sociali per affrontare problemi molto importanti e complessi, che non possono aspettare. Lo stesso Segretario al Commercio e Industria Marco Arzilli dovrebbe essere dolorosamente conscio dei tanti limiti manifestati proprio nei settori di sua competenza.
Secondo Alleanza Popolare occorre avere il coraggio di lasciare le poltrone quando vi sono in gioco gli interessi generali del Paese, consultare i cittadini Sammarinesi, e ripartire al più presto per mettere in campo le soluzioni migliori. Non c’è più tempo da perdere, gli interessi personali devono passare in secondo piano. Si è poco credibili nel denunciare presunte politiche clientelari e servilismi, come hanno fatto Noi Sammarinesi, quando non si è disposti a rinunciare ai propri privilegi.