Piano di riqualificazione della cartiera Ciacci

zona industriale gualdicioloLa Segreteria al Territorio guidata da Antonella Mularoni lascia in “eredità” al Paese un intervento molto concreto e richiesto a gran voce dalla cittadinanza. Ovvero il “piano” di riqualificazione della Cartiera Ciacci. Un lavoro cominciato e portato a termine a tempi di record.

L’impegno del Territorio
Si parte con la delibera datata 19 aprile, dal titolo: “Riqualificazione del sito industriale Cartiera Ciacci”, nella quale si prende atto come l’impianto industriale risulti fra i più energivori della Repubblica con un impatto ambientale rilevante. Da qui la decisione di porre in essere misure migliorative della attuale situazione impegnando in questo modo la proprietà alla realizzazione di interventi di riqualificazione e, più nello specifico, di azioni finalizzate all’efficientamento energetico degli impianti e dell’involucro, alla riduzione dell’impatto ambientale, dell’impatto acustico e dell’impatto paesaggistico/architettonico.

Gli impegni internazionali presi da San Marino
Giova ricordare che la Repubblica di San Marino ha aderito alla Convenzione di Vienna per la protezione dello strato d’ozono, fatta a Vienna il 22 marzo 1985, al Protocollo di Montreal 7 sulle sostanze che impoveriscono lo strato d’ozono, fatto a Montreal il 16 settembre 1997, alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, fatta a New York il 9 maggio 1992, al Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l’11 dicembre 1997, e che firmerà l’Accordo di Parigi, fatto a Parigi il 12 dicembre 2015, nel corso della cerimonia di apertura alle firme che avrà luogo a New York il 22 aprile 2016. Accordi che non possono evidentemente rimanere parole vuote e che hanno guidato la concreta volontà del Territorio di fare il possibile per introdurre in Repubblica le migliori pratiche finalizzate a tutelare l’ambiente ed a contenere al massimo le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

La Commissione di esperti
Si è proceduto così alla nomina di una Commissione di Esperti interna all’Amministrazione per la valutazione dei suddetti interventi di riqualificazione del sito industriale “Cartiera Ciacci”, così composta:
– Dott. Omar Raimondi – Dipartimento Prevenzione e Ambiente Iss;
– Ing. Marco Renzi – Ufficio Progettazione.

Una delibera ad hoc
Il 12 luglio con delibera ad hoc e sentito il riferimento del Segretario Mularoni è stato dato conto della relazione tecnica che la Commissione ha prodotto. Una relazione corposa e molto dettagliata. Il prossimo passo che a questo punto toccherà al “successore” della Mularoni, sarà quello di dare corso alle prescrizioni al fine di addivenire alla messa in atto degli interventi indicati nella relazione con la massima sollecitudine. Veniamo dunque ai contenuti salienti della relazione che evidenziano i gravi problemi del sito industriale.

La relazione
La società Cartiera Ciacci Spa come noto ha come oggetto sociale “la produzione, vendita e commercio della carta in genere, dei cartoni e derivati dell’industria della carta”. I siti di produzione della carta sono da sempre fonte di un notevole impatto ambientale, riconducibile agli elevati consumi di acqua ed energia, all’inquinamento acustico, allo scarico delle acque reflue derivanti dal ciclo produttivo, alla significativa produzione di rifiuti e all’incidenza sul traffico veicolare generato dai mezzi di trasporto a servizio dell’insediamento. Per ognuna di queste voci viene posto precisa proposta di intervento. In primo luogo la Commissione propone ai fini della corretta, tempestiva e regolare esecuzione delle opere di cui sopra di obbligare la proprietà alla stipula di specifiche fidejussioni bancarie di garanzia.

Acque
Dalla valutazione dei risultati delle analisi delle acque reflue, presentate dalla cartiera ed effettuate anche da AASS, si riscontrano concentrazioni significative di carico organico (COO e 8005) nettamente al di sopra dei limiti normativi. La proposta è quella di predisporre un impianto di trattamento delle acque reflue dotato di misuratore di portata in uscita ed eventuale controllo in continuo del COD. Tale impianto deve garantire da una parte il recupero nel ciclo produttivo delle acque depurate e dall’altra uno scarico di acque reflue che rispetti i limiti di legge.

Emissioni in atmosfera
Per quanto concerne l’impianto termico per la produzione di vapore, questo produce emissioni di ossidi di azoto (NOx) mediamente di circa 140 mg/Nm3 con un consumo di gas metano di più di 10 milioni di m3/anno che equivalgono a più di 16720 tonnellate di C02; il fumo bianco visibile principalmente nei mesi invernali è essenzialmente vapore acqueo emesso dalle torri evaporative dello stabilimento. La proposta della commissione è quella di valutare un sistema di condensazione dei vapori immessi in atmosfera con relativo recupero delle acque.

Rifiuti
Considerati i quantitativi di rifiuti prodotti, sebbene questi siano soggetti a procedure di recupero, fatta eccezione per il rifiuto CER 03.03.10, si ritiene possa essere richiesto uno studio per la riduzione dei quantitativi e per il riutilizzo di taluni materiali di scarto. In linea generale, il deposito temporaneo dei rifiuti nel sito deve garantire che non vi sia dispersione sul suolo dei materiali e che il dilavamento prodotto dalle piogge non contamini le acque che poi confluiscono nel torrente San Marino.

Impatto ambientale/architettonico/paesaggistico
Allo stato attuale non sono possibili sviluppi areici e volumetrici dell’impianto. La dimensione fisica dei capannoni non consente ulteriori interventi per l’abbattimento dell’inquinamento acustico e per il miglioramento del comfort ambientale. L’area di stoccaggio degli imballaggi da recupero, essendo a cielo aperto, sottopone i predetti materiali alle intemperie (il vento trasporta i materiali leggeri e i materiali bagnati diventano maleodoranti), con conseguente proliferazione di insetti e ratti. I rumori generati dalle operazioni di carico e scarico e dal pretrattamento degli imballaggi da recupero si propagano nell’area residenziale circostante. In maniera del tutto simile a quanto realizzato in altri impianti italiani per la produzione della carta, collocati nell’ambito di aggregati urbani residenziali (vedi “Cartiere del Garda”), la mitigazione ambientale-architettonica-paesaggistica potrebbe essere realizzata attraverso un intervento di “incapsulamento” del sito attuale. L’involucro prescelto dovrà essere concepito secondo modelli architettonici, materici e volumetrici armonici con il tessuto urbano circostante.

Impatto energetico
Non sono presenti nel sito industriale impianti per la produzione di energia elettrica, né da fonti fossili né da fonti rinnovabili. Data la tipologia di prodotto della cartiera Ciacci risulterebbe indicata l’installazione di una turbina a gas di tipo “tradizionale”. L’installazione di un impianto di cogenerazione consentirebbe l’indipendenza nell’approvvigionamento di energia elettrica a fronte di un maggior consumo di gas metano, con relativo incremento della C02 prodotta. La produzione di energia elettrica per alcune attività complementari, potrebbe essere ottenuta dallo sfruttamento di fonti rinnovabili (ad esempio tramite installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici).

Impatto acustico
Gli elevati livelli di rumore degli impianti cartari sono generati essenzialmente dalle operazioni di lisciatura e calandratura della carta. L’intervento di incapsulamento per l’attenuazione dell’impatto ambientale dovrebbe essere concepito anche per l’abbattimento dei livelli di rumore, includendo altresì le zone destinate allo stoccaggio e alla movimentazione dei materiali di recupero.

Parla il Segretario Mularoni
I problemi ci sono insomma e appaiono piuttosto marcati ed importanti. Ma a quanto pare c’è la volontà di intervenire e migliorare le cose. O almeno è questo a cui ha lavorato il Segretario Mularoni, alla quale abbiamo chiesto un commento: “Guardi, posso dirle che prima di lasciare la Segreteria al territorio ho incontrato con i due tecnici la proprietà. Quest’ultima si è impegnata a realizzare tempestivamente ed in successione tutti gli interventi previsti nella relazione, che riqualificheranno notevolmente il sito Cartiera Ciacci, in linea con gli impegni che il nostro Paese ha assunto anche a livello internazionale. Intanto mi risulta che la Cartiera, in aderenza ad un articolo che feci inserire nella legge di bilancio approvata nel dicembre 2015, stia procedendo all’installazione del misuratore di portata, che serve a controllare la quantità di reflui immessi nel circuito delle acque reflue dalla Cartiera e dunque a far pagare alla Cartiera esattamente quanto dovuto a tale titolo. Il primo intervento che la Cartiera effettuerà a seguito della adozione della relazione alla quale lei fa riferimento è l’installazione del depuratore”. La relazione è stata naturalmente inviata anche alla Giunta di Castello di Acquaviva.